The story of the drunk under the lamppost

(sorry, this text is only inItalian)
“Le Procure agiscono a tesi?”, si è chiesto il direttore di Oggi, Andrea Biavardi, nella puntata del 19 marzo di ‘Storie Italiane’ su Rai 1. “Comincia a venirmi questo sospetto”, ha detto, nella foga di ricordare come abbia sempre denunciato le carenze delle prime indagini per il delitto di Garlasco.
Io ho ricordato la storia dell’ubriaco intento a cercare qualcosa sotto un lampione. “Cosa hai perso?”, gli chiede un poliziotto. “Le chiavi di casa”, risponde l’ubriaco. Allora il poliziotto si mette a cercarle lì insieme a lui, e dopo un bel po’ di ricerca infruttuosa gli chiede: “Ma sei sicuro di averle perse qui?”, “No”, “E allora perché le stiamo cercando qui?”, “Perché qui c’è la luce”.
Ecco, l’effetto lampione. È evidente nel mio libro “Il Garbuglio di Garlasco”, che già tre anni fa riportava nella trama tutti gli elementi che oggi si definiscono “nuovi”. Per come sono state fatte le indagini all’epoca, puntando tutta l’attenzione solo su Alberto Stasi, non si può fare a meno di pensare a quel meccanismo automatico per cui tutti cerchiamo una cosa dove semplicemente pensiamo che sia più facile trovarla.